Eugenio Giliberti / progetti diversi / Pompeiorama


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La breve storia di Pompeiorama
Siamo nel 1997. Eugenio Giliberti, Mario Franco e Nino Longobardi decidono di chiedere a Renato Nicolini, allora assessore alla cultura del Comune di Napoli, l'affidamento di uno spazio pubblico cittadino e un adeguato finanziamento per la realizzazione di un programma di mostre di arte contemporanea. Individuano con Nicolini l'edificio adatto, la Casina Pompeiana in Villa Comunale, con una storia gloriosa e un presente di imbarazzante declino, e Nicolini, prima di dare le sue dimissioni, finanzia la prima mostra della serie che partirà sotto l'egida del nuovo assessore alla Cultura, lo storico Guido D'Agostino. Il - progetto prenderà il nome di Pompeiorama, il nome storico della Casina Pompeiana
da sinistra: Eugenio Giliberti, Nino Longobardi, Mario Franco

Giliberti, Franco e Longobaardi, In poco più di due anni producono complessivamente nove mostre ed innumerevoli eventi: comunicazioni di artisti, presentazioni di libri, convegni, dibattiti filosofici, eventi didattici fanno della Casina Pompeiana una palestra della sperimentazione artistica contemporanea.

Il programma inizia con una mostra personale,dedicata ad un unico significativo lavoro di Carlo Alfano, artista scomparso nel 1990 che non  aveva ancora ricevuto alcun omaggio dalla sua città, nonostante fosse unanimemente riconosciuto come l’artista più grande della sua generazione.

Si comincia da lì per stabilire un rapporto con la direzione politica e culturale della città sulla base di cose molto concrete e nella direzione del disegno dell’ambiente della ricerca artistica cittadina secondo le sue caratteristiche di località e di cosmopolitismo.

Il “disegno” va avanti con le mostre successive, trovando aggiustamenti successivi e sviluppandosi come una concatenazione di eventi e di ambienti, tanto da coinvolgere nel progetto numerose

 presenze straniere (da Stephan Huber a Bill Baklay, a Zoe Leoudaki, a Robert Gshwantner a Petra Peter).

 

Nell’estate del 1999 una mostra dal titolo “Giro di Boa” presenta un importante contributo dello studio italo tedesco degli architetti Dumontet e  Zaske. Attraverso Pompeiorama, la città acquisisce un intelligente progetto di ristrutturazione della Casina Pompeiana, oggi realizzato.

E’ un esempio della direzione del lavoro di Pompeiorama.

 

L’ultima mostra di Pompeiorama, nella primavera del 2001, è “Napoli Others”, sono invitati due “emigrati”: Saverio Lucariello (F), artista e Marussa Gravagnuolo, gallerista (Pièce unique, Parigi) che invita Pierre Thoretton. Mostra memorabile ed “affettuosa”, chiude un ciclo (dalla città al mondo alla città).

 

 

Per saperne di più cliccare su questo link , vi troverete il sito web, ancora in costruzione all'epoca della conclusione del progetto Pompeiorama, che contiene una buona quantità del materiale prodotto.

http://xoomer.virgilio.it/eugili/archivio.htme

 

 

 

 

 

 

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